sb Investments Consultancy

Non riceve alcun finanziamento da parte dei collocatori dal 2001


I FONDI COMUNI PENALIZZATI DALL'INDUSTRIA DISTRIBUTIVA

Lamberto Cardia
CONSOB, Presidente

Giugno 2010

"Sono state riscontrate carenze, in particolare nell’area dei conflitti di interesse fra clienti non professionali e intermediari alla cui origine vi sono le politiche commerciali e di prezzo, le modalità di formazione dei budget e dei connessi schemi di incentivazione del personale", ha detto Cardia.

Dalla relazione annuale del Presidente della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, emerge che i fondi avrebbero i requisiti per essere strumenti a tutela dell’interesse degli investitori dal momento che sono diversificati, trasparenti e facilmente liquidabili, ma l’industria continua a penalizzarne la diffusione.

Le banche hanno incrementato le emissioni obbligazionarie per contrastare la crisi di liquidità e queste hanno rappresentato l’80% dei collocamenti al cliente al dettaglio. Il peso delle obbligazioni bancarie nei portafogli delle famiglie italiane è quindi aumentato, passando dal 7% del 2000 al 10,4% del 2009, molto più del resto d’Europa. La Consob ha acceso un faro su questo fenomeno, perché si tratta di strumenti spesso illiquidi e talvolta più rischiosi dei titoli di Stato, senza che tale maggior rischio sia adeguatamente remunerato.

Secondo Cardia, presidente della Consob, il settore deve darsi un assetto più efficiente, attraverso standard comuni per creare modelli distributivi aperti e flessibili. "Lo sviluppo di forme professionali di gestione del risparmio è funzionale alla tutela dei piccoli investitori. I fondi comuni hanno caratteristiche strutturali di diversificazione patrimoniale e liquidabilità che difficilmente possono essere replicate attraverso investimenti diretti in strumenti finanziari."

"Lo squilibrio tuttora esistente nei portafogli dei risparmiatori italiani a sfavore del risparmio gestito riflette anche una scarsa conoscenza e capacità di orientamento tra le offerte di prodotti finanziari. Sono mancati un adeguato sviluppo dei servizi di consulenza indipendente e una cultura finanziaria diffusa."


http://www.consob.it/main/consob/pubblicazioni/relazione_annuale/relazione.html?symblink=/main/consob/pubblicazioni/relazione_annuale/index.html

 

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ERRORI COGNITIVI E INSTABILITÀ DELLE PREFERENZE NELLE SCELTE DI INVESTIMENTO DEI RISPARMIATORI RETAIL

Nadia Linciano
CONSOB, Divisione Studi Economici, Ufficio Analisi Economica

Gennaio 2010

La teoria finanziaria classica ipotizza che gli individui siano perfettamente razionali e agiscano utilizzando set informativi completi e omogenei. Per lungo tempo, essa è stata impiegata per trarre implicazioni sul piano non solo normativo ma anche descrittivo. La ricerca empirica ha tuttavia mostrato che gli investitori commettono sistematicamente errori, di ragionamento e di preferenze, difficilmente conciliabili con l’assunto di razionalità delle scelte. Tali errori si riflettono in “anomalie comportamentali” che si traducono, nel caso degli investitori retail, in una bassa partecipazione al mercato azionario, errori di percezione della relazione rischio/rendimento, scarsa diversificazione ed eccessiva movimentazione del portafoglio. Il presente lavoro illustra e discute le indicazioni della finanza comportamentale che aiutano a comprendere le anomalie osservate attingendo all’apparato teorico della psicologia cognitiva e all’evidenza sperimentale. Tali indicazioni, fornendo una rassegna sulle effettive percezioni dei fenomeni e sulle componenti psicologiche e irrazionali alla base dell’agire degli individui, possono rivelarsi utili ai fini del potenziamento dell’efficacia degli interventi di regolamentazione e vigilanza. In particolare, lo strumento dell’investor education può essere utilizzato non solo per migliorare la capacità di giudizio degli investitori ma anche per renderli edotti delle principali “trappole” comportamentali. La trasparenza informativa si presta, inoltre, ad essere modulata, nei contenuti e nel formato di rappresentazione, coerentemente alle prescrizioni della finanza comportamentale. Lo sviluppo di un’attività di consulenza fondata sulla logica del “servizio al cliente” costituisce, infine, un complemento indispensabile per il potenziamento dell’efficacia delle norme regolamentari a tutela dell’investitore e per il contenimento degli errori comportamentali più diffusi; in questo ambito, diversi sono i temi, richiamati in letteratura, rispetto ai quali i consulenti dovrebbero adoperarsi per orientare correttamente le scelte dei clienti. Il presente lavoro si propone di stimolare il dibattito sull’analisi in chiave comportamentale dei profili di policy citati, anche nell’alveo delle iniziative intraprese, in ambito nazionale e internazionale, al fine di potenziare l’efficacia degli strumenti messi a disposizione degli investitori per la comprensione delle caratteristiche dei prodotti finanziari

 

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COMUNICAZIONE N. 9019104 DEL 2 MARZO 2009

La Commissione raccomanda un'adeguata informazione ai risparmiatori, con particolare riguardo all'acquisto di prodotti illiquidi. Per prodotti illiquidi si intendono tutti quelli che determinano per l’investitore ostacoli o limitazioni allo smobilizzo, salvo un lasso di tempo ragionevole.

 

La peculiare configurazione del mercato dell'intermediazione nel nostro Paese, in cui le famiglie sono portate a prediligere forme di investimento "diretto" piuttosto che "gestito" (fondi d'investimento), fa sì che una rilevante componente del portafoglio dei risparmiatori italiani sia investito in prodotti illiquidi, (polizze assicurativo-finanziarie ed obbligazioni bancarie, derivati, immobili) percepiti dalla domanda come "a capitale garantito", o, più in generale, come a basso rischio.

 

Eppure sono proprio questi titoli che si caratterizzano per essere "illiquidi", cioè che determinano per l’investitore ostacoli o limitazioni allo smobilizzo, salvo un lasso di tempo ragionevole, costi impliciti e strutturati all'interno dell'operazione, anche a tempo differito.

 

D’altro canto, la congiuntura dei mercati finanziari sta ulteriormente incentivando gli intermediari, in specie bancari, alla raccolta diretta presso clientela mediante emissione di obbligazioni che consentono un risparmio dei costi di finanziamento; questi strumenti ricadono normalmente, di fatto, nella categoria dei prodotti in esame, presentando difficoltà e costi anche per lo smobilizzo anticipato rispetto alla scadenza.  

 

(http://www.consob.it/main/documenti/bollettino2009/c9019104.pdf)

 



L'autoeducazione: unica via sostenibile


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